Se il lavoro povero avanza, a Milano e in Lombardia si parla di San Siro
Enrico Vizza “Urgente il rinnovo dei contratti ed esercitare la contrattazione di secondo livello anche attraverso un’azione degli enti pubblici in Lombardia. Invito i colleghi di CGIL e CISL a fare fronte comune per tavoli con enti pubblici ed associazioni datoriali”
La situazione è sempre più drammatica e lo sarà ancora di più con i provvedimenti americani. In meno di tre giorni due scioperi nazionali a livello regionale dei metalmeccanici e delle TLC con presidi davanti ad Assolombarda, per chiedere il rinnovo dei contratti. E l’associazione, super blindata dalla forze dell’ordine, resta in silenzio. Anche dopo le i bei propositi pronunciati durante Relind.
Una situazione di crisi che sta attraversando tutto il paese le cui questioni salariali sono certificate dal rapporto OIL (Organizzazione internazionale del lavoro). Leggendolo si vede che sono in aumento le disuguaglianze anche per il mancato rinnovi contrattuali che spesso attendono dai 18 ai 24 mesi se non più lunghi. In Italia i salari reali sono inferiori a quelli del 2008 (-8,7%) e aumenta il divario salariale di genere. In Lombardia crescono i Neet, le disparità di genere e oltre il 38% dei lavoratori lombardi percepisce meno di 20.000 euro lordi annui.
E mentre accade tutto questo, e nei media Europei si è sottolineata la necessità di più forti politiche salariali, in Lombardia il Sindaco del Comune di Milano, Giuseppe Sala, e il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, trovano la sintonia sul “Derby” del progetto stadio San Siro”.
<<Ci si dimentica a più livelli di affrontare la questione salariale dei lavoratori, – sottolinea il segretario generale UIL Lombardia Enrico Vizza – la grave riduzione del potere d’acquisto, i servizi alle famiglie e pensionati, del welfare territoriale di comunità, di concorsi pubblici deserti, di interventi per favorire la contrattazione di secondo livello e del fallimento tra Comune di Milano e Regione Lombardia sull’edilizia sociale. Sembrato argomenti che non appassionano Milano e la nostra regione e che vede i due loro massimi rappresentanti “infervorati” nella sfida per il progetto Stadio S. Siro. E’ urgente e necessario non solo intervenire con il rinnovo dei contratti nazionali chiedendo anche alla politica di sollecitare le associazioni datoriali, ma procedere con una contrattazione di secondo livello, di filiera, decentrata per ridistribuire parte degli utili ai Lavoratori per far fronte ai consumi e al costo della vita . Sono cose che ho espresso anche durante il mio intervento al congresso della CISL. Si faccia un fronte comune tra UIL CGIL e CISL a supporto delle categorie per favorire la contrattazione di secondo livello, di gruppo, di filiera e territoriale in aggiunta del CCNL Nazionale>>.
A Milano e Città metropolitana come in tutta la Lombardia ci sono ampi margini per esercitare maggiormente il secondo livello di contrattazione nel privato come nel pubblico.
<<Regione Lombardia e i Comuni capoluogo di Provincia – conclude Vizza – devono incidere anche attraverso misure che vincoli i bandi pubblici e le risorse o finanziamenti distribuiti alle aziende, per i quali chiediamo come UIL non solo l’applicazione dei CCNL sottoscritti dalle OO.SS. maggiormente rappresentative, ma una contrattazione di secondo livello a favore delle lavoratrici e lavoratori che operano in Lombardia. E lancio questo appello anche alle associazioni datoriali dalle quali negli ultimi mesi, dopo le tante parole durante Relind, non ho mai sentito aperture verso le nostre proposte, ma ho visto solo portoni chiusi al rinnovo dei contratti collettivi>>.