Casa e Abitare. Dibattito in Regione Lombardia

Enrico Vizza:  “Si deve ripartire della legge 167. Abbiamo ribadito le nostre proposte per un problema sociale che a Milano e in Lombardia sta mettendo in ginocchio famiglie e lavoratori. Edilizia sociale, welfare aziendale, salari, contrattazione e misure negli strumenti urbanistici dei comuni che favoriscono i progetti della cooperazione insieme all’edilizia convenzionata.”

 

 Dignità e sostenibilità abitativa. Questi in sintesi i temi toccati dal Segretario Generale Enrico Vizza, ospite della Tavola Rotonda sul tema della casa, promossa dal Sottosegretario Raffaele Cattaneo e dal Consigliere regionale Nicolas Gallizzi e organizzata dal gruppo lombardo Noi Moderati in Regione Lombardia.

Vizza sul tema dell’abitare ha ricordato alla platea come sia un dovere affrontare un’esigenza che ormai è sotto gli occhi di tutti e che si sta abbattendo su lavoratori, pubblici e privati, italiani e stranieri, impiegati degli uffici pubblici, della scuola, delle forze dell’ordine, così come nelle fabbriche della ricca Lombardia.

E per farlo ha ricordato alcuni numeri ormai agli onori delle cronache: 5800 sfratti di cui circa 1500 su Milano Città Metropolitana (non abusivi) con un +13%; salari che non consentono l’accessibilità agli affitti (da 1.200,00 a 1.800,00 euro di salario mensili medi con affitti da 800,00 a 1400,00 euro?), oltre 650 mila famiglie in Italia aspettano un alloggio pubblico. Costo medio per una stanza per uno studente di 600 euro.

Ma ancora la difficoltà che ci sono anche a livello Europeo con giovani coppie tra i 19 e 30 anni, che temono di non potersi permettere un’abitazione adeguata, il 70 % degli under 35 che vive in una casa di proprietà ha ricevuto supporto economico dai Genitori, o donazioni ed eredità mentre il 45 % che vive in affitto non pensa all’acquisto di una CASA perché costa troppo. Senza dimenticare che a Milano e in Lombardia bandi e concorsi pubblici vanno deserti prorpio per il costo degli affitti.

<<La questione casa e abitare– ha commentato il segretario generale UIL Lombardia Enrico Vizzanon è solo un problema di Milano. La città percepisce il tema da tempo perché le trasformazioni immobiliari hanno alzato il livello sociale con fasce di reddito alte rispetto quelle delle stragrande maggioranza di lavoratori. Vi sono alcuni strumenti, compresa la rivisitazione della legge 167 e quello del credito, che se messi a sistema, sono in grado di affrontare la questione. E’ necessario un piano casa lavoratori di visione almeno decennale in Lombardia, una valorizzazione dei PGT per legare la casa e l’abitare al territorio attraverso un housing sociale proporzionato al salario e un immediato recupero di tutti gli immobili di edilizia sociale pubblici sfitti da assegnare alle categorie dei lavoratori impegnati nei servizi. Abbiamo sollecitato ANCI Lombardia e i Comuni capoluogo di provincia, nel promuovere strumenti e attenzione nel recupero degli immobili di edilizia sociale. Si devono rafforzare le misure che favoriscono gli operatori del sistema cooperative, si deve tornare a investire sull’edilizia convenzionata, sono necessari il finanziamento continuativo del piano casa nazionale e il ripristino del finanziamento del fondo di sostegno alla locazione. E diventa fondamentale, cosa che chiediamo da tempo alle imprese e agli enti locali, che vengano effettuati interventi di welfare sulla casa per i lavoratori pubblici e privati attraverso una contrattazione di secondo livello>>.